“Mon Reve” 50° Anniversario | Calendario eventi

Pasqua e Pasquetta al Monreve
Aprile 1, 2019
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“Mon Reve” 50° Anniversario | Calendario eventi

Mon Reve, il sogno. Quello di molti tarantini che a un quarto d’ora d’auto dalla città, cinquant’anni fa videro coronare, appunto, un loro primo sogno: un complesso turistico da fare invidia. Una città bella, un mare da scoprire all’ingresso del Litorale. Anche questo, bello a vedersi. E bello a nuotarci, per prenderci la tintarella. Stare all’ombra, su un comodo lettino, sotto un ombrellone. Quell’oasi lontana dal traffico aiuta a staccare la spina dallo stress quotidiano. Le onde della conca fanno compagnia, accarezzano la battigia. Qui dove il mare luccica, per dirla con Dalla, che da queste parti è stato graditissimo ospite, con De Gregori, Ron e gli Stadio, e non arriva mai con impeto sul bagnasciuga. Quasi avesse rispetto di chi ha scelto questo angolo da sogno per starsene in assoluto relax.

Il Mon Reve non aveva messo il primo dentino e già era grande. Era un club con il fisico da Villaggio turistico, quando le animazioni da agenzia turistica erano ancora lontane a venire. “A Taranto abbiamo il Mon Reve!”, esclamavano orgogliosi i tarantini. E gli ospiti, i turisti, restavano stupiti per bellezza e discrezione del posto. Non c’erano ancora collegamenti dalla città, se non un paio di corsette in orari improbabili. Il prezzo d’ingresso, cinquecento lire, aveva il suo “perché”. Non c’era solo il mare, c’erano i servizi, le cabine, il personale, due piscine, una per i grandi e una per i piccoli. Come nei sogni. E, dunque, “A Taranto abbiamo il Mon Reve!” e poco importava se fosse in zona San Francesco degli Aranci. Che vuoi che sia, sei in città, non fai in tempo ad accendere il motore dell’auto e sei arrivato in un “amen”.

Ci sono gli artisti, gli attori, che non rinunciano a prendere il sole in spiaggia. C’è Diego Abatantuono, a pochi metri David Soul, il famoso “Hutch”. Quando girano un film da queste parti, la pausa è una sola. Cena organizzata, un ristorante, accogliente e un personale in piena sintonia con il posto. Capita di vedere e ascoltare Baglioni scherzare al pianoforte e cantare classici napoletani. I Pooh, finito il concerto allo stadio davanti a ventimila persone, a intonare ritornelli alle quattro del mattino per appena un pugno di amici. E ci sono anche i politici, cui non sfugge nulla, arrivano sul pezzo prima degli altri. Arrivano i segretari di partito, ministri e sottosegretari.

C’è la “48 Ore” di Ferragosto, un classico da queste parti. E poi ci sono gli spettacoli, stagioni fatte di concerti per il “guancia a guancia”. Bongusto, Califano e Di Capri sono di casa. Recital storici e una chicca, i Ricchi e Poveri, vincitori morali di un Sanremo, scelgono il Mon Reve per cantare a squarciagola “Sarà perché ti amo”. Un titolo, una dedica d’amore. Il popolare “Ed ecco a voi…” bene si intona ad un posto che fa spettacolo già da solo. Torna un cartellone, un cabaret fatto per essere visto e applaudito. Non è una goccia nel mare, è una idea. L’idea, qualcosa che da queste parti ha sempre funzionato. Si parte sempre da lì per coronare un primo sogno. Un “reve”

Fonte ilikepuglia

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